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Matrimoni Gay, coro unanime: “Dimissioni per Pecoraro e Alfano”

campidoglio-1Matrimoni gay, coro unanime: richiesta di dimissioni per Pecoraro e Alfano. Lo ha deciso la prima sezione Ter del Tar del Lazio che, all’esito dell’udienza del 12 febbraio 2015, ha accolto i ricorsi presentati da alcune coppie omoseesuali contro il decreto del Prefetto di Roma del 31 ottobre 2014, protocollo numero 247747/2014, con cui Giuseppe Pecoraro aveva annullato le trascrizioni nel registro dello stato civile presso il Comune di Roma di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, e la relativa circolare del Ministro dell’Interno del 7 ottobre 2014. Nel decidere tali controversie, il giudice amministrativo ha eseguito una ricognizione della normativa comunitaria e nazionale e della giurisprudenza costituzionale e di legittimità, giungendo ad affermare che: l’attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili nei registri dello stato civile; tuttavia, l’annullamento di trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, può essere disposto solo dall’Autorità giudiziaria ordinaria; il Ministero dell’Interno e le Prefetture, quindi, non hanno il potere di intervenire direttamente, annullando le trascrizioni nel registro dello stato civile di matrimoni contratti da persone dello stesso sesso, celebrati all’estero. Alla notizia della vittoria del ricorso al Tar Lazio, le reazioni sono state diverse. Evidente la soddisfazione espressa dal Sindaco Marino, che ha considerato l’accadimento come uno stimolo a Renzi, “tutto questo deve ancora di più essere interpretato come uno stimolo al Parlamento, – ha detto il primo cittadino – ma lì sono certo che il presidente del Consiglio Renzi, come ha detto in diverse occasioni, provvederà a sollecitare egli stesso un percorso legislativo, che sia accurato, che colmi il vuoto che in Europa esiste soltanto in Grecia e l’Italia”. A richiedere le dimissioni al Prefetto Pecoraro e al Ministro Alfano, il circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli, “accogliendo il ricorso delle coppie romane contro l’annullamento delle trascrizioni dei matrimoni celebrati all’estero voluto dal prefetto Pecoraro e dal ministro Alfano, il Tar del Lazio ribadisce quanto poteva dire già uno studente al primo anno di giurisprudenza. Cioè che il potere esecutivo non ha competenza per intervenire d’autorità sullo stato civile delle persone – così si legge in una nota – Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, come moltissime altre associazioni per i diritti civili e umani – spiega il comunicato – lo aveva denunciato sin dal principio, puntando il dito sul ministro dell’Interno e invitando il prefetto di Roma a non obbedire a un ordine palesemente illegale per non rendersi complice di una grave ingiustizia. L’intervento del Governo si configura insomma come un vero e proprio abuso e soprattutto come un sopruso ai danni di decine di cittadine e cittadini. Un fatto gravissimo e senza precedenti, degno di un regime autoritario. Per questo chiediamo che il ministro Angelino Alfano e il prefetto Pecoraro prendano atto di questa sentenza, che nel ristabilire i principi del diritto, li boccia su tutti fronti, e si dimettano immediatamente”.

Categorie:Blog, Politica, Prima pagina

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