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Street Art a Tor Marancia: una nuova centralita’ per la citta’

STREET ART, TOR MARANCIA DIVENTA MUSEO A CIELO APERTO - FOTO 2Street Art a Tor Marancia: nasce una nuova centralita’ per la citta’. Ad inaugurare l’iniziativa, denominata Big City Life – Street Art, organizzata dal Comune di Roma e dal Municipio Roma VIII con la collaborazione dell’associazione 999Contermporary e degli artisti che hanno dato il loro contributo gratuitamente. Ed a visitare i lotti riportati a nuova vita dall’arte di strada, il primo cittadino della capitale con l’assessore alla cultura Giovanna Marinelli. “Oggi è una bellissima giornata, sono molto felice di vedere queste 20 opere realizzate in poche settimane, che rendono il quartiere un vero e proprio museo a cielo aperto. Quello che vedete qua è soprattutto un’opera di attenzione alle nuove centralità della nostra città – ha sottolineato il Sindaco – io ci credo tantissimo, tanto che, anche in un bilancio di ristrettezze economiche come quello che stiamo scrivendo, stiamo cercando comunque di individuare la mission centrale del Comune, innanzitutto concentrandoci sulla manutenzione ordinaria e straordinaria, su problemi come buche e marciapiedi. Per questo, abbiamo deciso di alienare una serie di beni che, nel passato, sono stati affidati anche con privilegi e favori. Dalla vendita contiamo di recuperare 300 milioni di euro di risorse per rendere più bello ogni quartiere di Roma e non soltanto la parte centrale e storica, perché per noi è storica anche Tor Marancia: per noi un marciapiede di Tor Marancia è importante come la passeggiata dei Fori Imperiali. Questa è l’idea di città che abbiamo – ha proseguito Marino – dove le nuove centralità possano avere le stesse attenzioni del centro. Perciò guardiamo a questi interventi come iniziative da replicare negli altri quartieri, così come dobbiamo investire prevalentemente nelle aree che sono state dimenticate negli ultimi decenni”. In questo senso va letta anche la decisione “con questo Bilancio, di investire 47 milioni di euro per l’illuminazione della città, per 198mila luci a led e cominceremo dalle aree periferiche della città. Noi siamo un’amministrazione orgogliosamente di sinistra, – ha concluso il primo cittadino – ma crediamo molto nella partnership con il privato, siamo contenti della collaborazione con la Fondazione Roma che è una risorsa preziosa. Quindi, grazie agli artisti, alla Fondazione Roma, ai cittadini che hanno partecipato. Noi continueremo in questa direzione e qui, a Tor Marancia, il museo aprirà ogni mattina”. “Sono felice di aver potuto replicare qui un esperimento che mi ha emozionato già nel quartiere di San Basilio, con il progetto SanBa – ha commentato il presidente della Fondazione Roma Emmanuele F.M. Emanuele – Tutto nasce negli anni ’60, nella lontana America: Los Angeles, Miami, sud America. Lì scoprii gli artisti di strada, – ha raccontato – che non hanno niente meno dei grandi artisti le cui opere sono dentro musei e gallerie. Coloro che vengono definiti ‘deturpatori del bene collettivo’, con questa opera di altissimo valore culturale e sociale, possono educarsi e comprendere qual è la vocazione vera che deve assisterli”. Tutto ciò “senza marginalizzarli – ha sottolineato – ma riconducendoli ad una visione artistica”. Ora le opere realizzate a Tor Marancia sono “affidate alla custodia orgogliosa dei cittadini che sono stati coinvolti in questo progetto e hanno dialogato con gli artisti per scegliere insieme cose di loro gradimento. Questa avventura è la testimonianza che si può fare – ha concluso – La cittadinanza attiva si propone al pubblico non per delegittimarlo, ma per costituire un elemento rafforzativo della ‘potestas publica’. Spero di poter replicare questo progetto in altre aree di Roma”. L’assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli, ha ringraziato gli “abitanti che hanno condiviso così tanto questo progetto” e il Municipio, “che è stato una sponda determinante, e un ringraziamento speciale va alla Fondazione Roma. Abbiamo messo in moto diversi percorsi di street art, da Ostiense a San Basilio” affinché anche Roma, “come tante altre città europee, avesse un percorso turistico nelle aree meno frequentate dai visitatori, così che si venga nella Capitale anche per delle testimonianze di arte contemporanea, e non solo per lo straordinario patrimonio archeologico e monumentale che abbiamo. L’arte urbana è decisiva per la riqualificazione, – ha concluso Marinelli – il nostro compito è di contribuire al rafforzamento del tessuto sociale e culturale, raccogliendo tutte le energie della città”. Per il commissario straordinario Ater Daniel Modigliani, “tutte le case popolari sono di proprietà pubblica, e noi siamo al lavoro perché la rigenerazione di cui tanto si parla diventi concreta. L’Ater si è già detta disponibile ad allargare questo protocollo d’intesa ad altre parti della città: abbiamo già fatto molto, ma molto c’è ancora da fare”. Infine, il minisindaco del Municipio VIII, Andrea Catarci, ci ha tenuto a ringraziare “l’associazione 999Contemporary e gli artisti che sono venuti qui gratuitamente, ma anche i ragazzi del quartiere, che hanno creato un’associazione che si prenderà cura di queste opere”. E ha concluso facendo un appello “alla Fondazione Roma e alla Giunta, perché le prime opere che realizzammo a Ostiense, come il sottopasso che il Times definì la Cappella Sistina dell’arte contemporanea di Roma, hanno urgente bisogno di restauro”.

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