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#Romanunfalastupida, presentato dossier sul degrado del centro storico di Roma

piazza-navona-roma-636x423Un’esplosione di degrado che ha trasformato il centro storico della Capitale una vera e propria giungla, fra esercizi commerciali selvaggi, veicoli parcheggiati sui marciapiedi e discariche di rifiuti a cielo aperto. È il quadro delineato dal censimento sulla situazione di degrado urbano del centro dal nome “#Romanunfalastupida”, realizzato da 50 studenti del corso di laurea in “Gestione del processo edilizio” della facoltà di architettura della Sapienza e presentato nel corso di una conferenza al Teatro dell’Orologio, in via dei Filippini. All’incontro, promosso da Italia Nostra Roma, hanno partecipato anche il Comitato per la Bellezza e SOS Coronari Ponte-Parione. “Il censimento ha riguardato i rioni Ponte, Parione e Trastevere, con analisi ‘porta a porta’ da parte degli studenti che hanno preso nota della situazione in cui versa un area dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e che ora vive un’esplosione di degrado senza precedenti”, ha spiegato Silvano Curcio, presidente SOS Coronari Ponte Parione e docente alla Sapienza. Occupazione “selvaggia” di suolo pubblico, commercio ambulante abusivo, parcheggi abusivi, rifiuti, ma soprattutto negozi in ogni angolo, specie quelli che si occupano della somministrazione di cibi e bevande. “I caratteri identitari dei Rioni Ponte e Parione sono ormai un lontano ricordo – si legge nel censimento – Negozi di vicinato, artigiani e antiquari sono ‘soffocati’ da presunti ristoranti tipici e da improvvisati fast food”. I dati forniti parlano di circa 450 esercizi commerciali di cui 72 chiusi e 120 fra ristoranti, pub, fast food e bar/gelaterie nella sola area dei rioni Ponte e Parione, con un vero e proprio boom di occupazione di suolo pubblico in strade come via dei Coronari, via del Pellegrino, via di Tor Millina, vicolo della Cancelleria. Situazione analoga a Trastevere, con negozi in ogni angolo fra vicolo de’ Cinque, via di San Cosimato, via della Lungaretta, piazza Trilussa. “In alcuni casi – hanno spiegato i rappresentanti degli studenti che hanno condotto lo studio – si arriva a 24 negozi in strade di poco più di 100 metri, cioè un negozio ogni 4-5 metri”

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