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Le mafie scrivono la guida enogastronomica della capitale. Sequestrati due ristoranti al Pantheon.

Due le operazioni oggi portate a termine oggi contro la ‘ndrangheta. Ai sequestri effettuati a Gioia Tauro si affiancano i sequestri di due ristoranti nel centro della capitale, La Rotonda e Er Faciolaro, entrambi nella zona del Pantheon, una delle zone più belle e conosciute della Capitale. Le due attività hanno un valore stimato di 10 milioni di euro e fanno capo a Salvatore Lania, imprenditore calabrese ritenuto dagli inquirenti un prestanome. L’uomo, il cui nome era già comparso nell’inchiesta che aveva portato al sequestro del Caffè de Paris di via Veneto, è stato arrestato. A Roma la ristorazione continua ad essere uno degli ambiti preferiti dalle cosche per ripulire i capitali illeciti che vengono poi investiti in attività commerciali tramite prestanome. Le indagini, condotte dalla DIA di Roma insieme alla Guardia di Finanza, hanno interessato imprese collegate al clan Piromalli. ‘Un nuovo colpo alla Cupola della ristorazione. – ha commentato l’associazione Libera in una nota a mezzo stampa – I sequestri di oggi sono l’ ulteriore conferma che la scalata mafiosa è approdata nella ristorazione, dove gli ingenti guadagni accumulati consentono ai clan di acquisire ristoranti, pizzerie, bar, che diventano luoghi ideali dove ‘lavare’ denaro e continuare a fare affari. Le mafie stanno scrivendo la nuova guida enogastronomica della Capitale, l’obiettivo delle cosche è fare affari e non deve sorprendere la loro presenza dove è alta la possibilità d´investimento. Ecco che la ristorazione si conferma la grande ‘lavanderia Italia’ dove riciclare e ripulire i soldi sporchi. Negli ultimi anni sono più di 30 i locali sequestrati alla criminalità organizzata nella capitale. I boss della ristorazioni usano i prestanome per società che comprano e vendono rapidamente. Ristrutturano con frequenza , giocano sui giri di fatture gonfiate, chiudono e ricominciano da un’ altra parte con un turn over frenetico che necessita di una vigilanza e di un monitoraggio preventivo sui contratti di acquisto e sulle licenze e che deve richiamare alla responsabilità tutti gli attori preposti ai controlli preventivi per debellare una delle nuove e piu’ redditizie frontiere di investimento mafioso”.

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