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Studenti in corteo contro la “Buona scuola” – Giampaolo Martinotti

SCUOLA, IL CORTEO DEGLI STUDENTI - FOTO 9
50.000 studenti in 40 citta italiane, questo il bilancio conclusivo delle manifestazioni di protesta contro la “Buona Scuola”. Nella capitale in centinaia sono scesi in strada per dire stop al decreto legislativo di riforma del sistema scolastico. Il corteo, partito da piazza della Repubblica, ha avuto il suo epilogo con un pittoresco flash mob a pochi passi da piazza Santi Apostoli, non lontano dalla sede della Commissione europea. ‘Siamo in piazza oggi per ribaltare l’austerity e per dichiarare un netto no da parte degli studenti alla “Buona scuola”. lo abbiamo fatto in ottobre, l’abbiamo fatto a novembre, lo continuiamo a fare a marzo e non ci fermiamo’, dice Aron Vinci, studente del liceo Virgilio e rappresentante dell’Unione degli Studenti Roma. Il governo proprio ieri ha approvato un ddl, che in linea con i solidi mantra neoliberisti, di fatto non risolve nessuno dei problemi reali della scuola: ‘Gli studenti si oppongono al neoliberismo e nella nostra piattaforma diciamo chiaramente che il prodotto del neoliberismo sulla scuola sono le ripetute politiche di tagli all’istruzione pubblica; la riforma Gelmini e la stessa “Buona scuola” sono il prodotto di queste politiche, il prodotto di questi governi’. L’opposizione al disegno di legge rappresenta una netta presa di posizione da parte degli studenti che hanno voluto ribadire al governo l’urgenza di mettere in discussione una legge di iniziativa popolare per costruire dal basso “l’Altra Scuola”, vera alternativa alla scuola-azienda voluta da Renzi; martedì 10 marzo l’UdS ne ha illustrate le linee giuda in una con­fe­renza stampa alla Camera con la partecipazione di esponenti politici, sindacali e del mondo educativo. Ci opponiamo alla “Buona scuola” e pensiamo che l’alternativa sia la scuola gratuita, laica e solidale’, aggiunge Aron. Superficiale l’idea che a legittimare la riforma possa essere la consultazione messa in piedi dal governo nei mesi scorsi; è evidente come quest’ultimo sia apparso sordo e autoritario nei confronti delle istanze che nell’autunno aveva mobilitato quasi mezzo milione di studenti in tutta Italia. La scuola come luogo di democrazia, punto di partenza del processo di cambiamento culturale, politico e sociale che veda gli studenti protagonisti.

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