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“SENZATOMICA” PER ANDARE OLTRE LA STORIA ED OLTRE SE STESSI – PAOLA CONTE

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Noi che inseguiamo l’effimero. Noi, scalpitanti, che galoppiamo verso l’inafferrabile, verso l’ultimo modello di “qualcosa”, di qualunque cosa, noi dunque sospendiamo per un tratto questo folle affannarsi e soffermiamo la mente su una realtà, vera e compatta, come la terra che ci sostiene. Ciò che settant’anni fa accadde a Hiroshima e Nagasaki ci riguarda ancora. Tutti. E, per non dimenticare, anzi per destare le coscienze intorpidite e narcotizzate dal presunto benessere, la Soka Gakkai (un’organizzazione buddista laica presente in 192 tra aree e paesi del mondo che si adopera per la pace, la cultura e l’educazione) ha organizzato una campagna di sensibilizzazione tramite una mostra itinerante sul disarmo nucleare, che dal 2011 attraversa l’Italia ed ora approda a Roma presso lo Spazio Factory – La Pelanda fino al 26 aprile. “Senzatomica _ Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, questo il titolo dell’allestimento in corso, è un percorso di conoscenza che, nel dispiegarsi cronologico dei pannelli, affronta certamente la storia dell’atomica, ma pure puntualizza, e qui è il cuore della questione morale a cui nessuno di noi può permettersi di sottrarsi, come l’involucro di agiatezza entro cui galleggiamo, potrebbe essere spazzato via in pochi minuti. D’improvviso, l’Assoluto, il rombo assordante che precede il silenzio che spazia sul Nulla. Il reiterarsi dell’apocalisse del fungo atomico si profila come una vertigine mostruosa partorita dalla mente umana per sbaragliare l’umana specie. E a testimoniare la devastazione dell’esplosione dei due ordigni nucleari in quell’agosto del 1945 in Giappone, i sopravvissuti, gli hibakusha, ne narrano la spaventosa evoluzione, i postumi raccapriccianti che nessun manuale di Storia riporta. Quello che può sembrare essere stata una terrificante operazione militare, che strategicamente non risultò poi indispensabile, ha messo in moto una corsa agli armamenti culminata durante gli anni della Guerra Fredda. In quegli anni lo strutturarsi dei due grandi blocchi delle Superpotenze era costellato da un’impressionante serie di esperimenti nucleari(messi al bando solo nel 1996): uno a settimana per 50 anni!
Fortunatamente, molti passi sono stati compiuti per avviare una politica di disarmo, che dal manifesto di Einstein-Russel, attraverso una serie di trattati, impone ai governi di valutare i paradossi di cui siamo tristi protagonisti, come il supporre che la detenzione di missili nucleari reciprocamente puntati non sia garanzia di sicurezza, ma generando panico e paura, rappresenti invece la minaccia di un disastro su scala mondiale di cui nessun Stato sarebbe in grado di contenere gli irreversibili danni. Altra assurdità è rappresentata dalla cifra iperbolica stimata intorno ai 1.747 miliardi di dollari impiegata per le spese mondiali militari e che in una minima, irrisoria ma determinante percentuale, il 7%!, basterebbe a raggiungere TUTTI gli “obiettivi del millennio”: catastrofi da cui è afflitta l’umanità (la fame nel mondo, la scolarizzazione per i bambini del pianeta, la lotta all’AIDS e alla malaria), ma che evidentemente non rientrano nelle priorità dei governi. A tal proposito, di grande interesse la lista esibita dalla mostra del “Club Nucleare”, ovvero dei Paesi che detengono armi di distruzione di massa, da quale anno e in che numero, per uno stupefacente totale di 16.370 ordigni. Auspichiamo che la cifra trovi uno spiraglio e superi la sterilità del mero numero. “Senzatomica” contempla una sezione dedicata anche ai bambini (toccanti alcuni dei loro disegni esibiti), è ad ingresso gratuito e si avvale della fondamentale collaborazione di un personale, dall’accoglienza alle guide, interamente composto da volontari.

“SENZATOMICA” PRESSO LA PELANDA (Piazza O. Giustiniani 4)
INFO: http://www.senzatomica.it

Categorie:Blog, Cultura, Prima pagina

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