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i campi rom? Matteo Salvini e l’inutilita’ del verbo

pupazzo-in-campo-romSalvini e i campi rom: interviene il Presidente della Camera, Laura Boldrini a margine dell’evento organizzato con l’associazione 21 luglio a Montecitorio. Al centro delle riflessioni della Boldrini, le parole pronunciate stamane da Matteo Salvini, “i campi rom? li raderei tutti al suolo”. Affermazioni che hanno seguito l’indiscusso slogan, perche’ di tale si tratta, per il quale della sorte di queste persone il leader leghista non si preoccuperebbe affatto. Duole ammettere che Salvini con l’argomento rom riesce a stare sempre sui mezzi di informazione senza proporre chiaramente alcuna soluzione. Anche perche’ dimentica che tanti di loro sono cittadini italiani. E anche se le sue continue provocazioni, volte solo ad alzare il polverone non sortiscono l’effetto desiderato – appare chiaro a questo punto che Salvini vuole un’aggressione nei suoi confronti – riescono quanto piu’ inutili e prive di efficacia perche’ non propongono nulla di concreto. L’argomento centrale e vero e’ quello relativo al riciclaggio del denaro all’interno dei campi, ai traffici illeciti di qualunque tipo essi siano, prostituzione – spesso minorile -, ricettazione, traffico di droga e di armi. In questo senso occorrerebbe un intervento serio di un qualunque esponente politico. E contestualmente, affrontare la questione dal punto di vista umanitario perche’, se e’ vero come e’ vero che l’aspettativa di vita nei campi e’ di 10 anni inferiore rispetto a quella fuori di campi, allora un intervento sarebbe necessario ed urgente. “Questo verbo, ‘radere’, lo trovo abbastanza inquietante. – ha detto la Boldrini –  Io ritengo che i campi non debbano essere mantenuti pero’ se non ci sono i campi ci devono essere soluzioni abitative alternative. Siamo d’accordo sul fatto che non ci debbano essere i campi ma non che questo significa annientare chi vi abita ma far seguire una politica abitativa che sia come per tutti gli altri, ne più e ne meno. Tanto più – ha continuato la presidente della Camera – che una buona fetta dei 160 mila stimati rom e sinti che sono in Italia sono cittadini italiani, non vedo quindi epoche si debba fare una discriminazione, in un senso o nell’altro. Pari opportunita’ per tutti”.

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