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STOP TTIP: oggi giornata di azione globale – Giampaolo Martinotti

conferenza

STOP TTIP: dopo la conferenza stampa, oggi giornata di azione globale in 750 citta’ del mondo. L’iniziativa, davvero partecipata, organizzata presso la sala del Parlamento Europeo e’ stata la prima tappa della due giorni contro I trattati di libero scambio TTIP, CETA e TISA. Un appuntamento importante per fare il punto della situazione sulle mobilitazioni prossime e future e per capire in maniera semplice e sintetica quali i veri pericoli di un trattato negoziato in gran segreto, definito da uno dei referenti piu’ attivi della campagna Stop-TTIP, Elena Mazzoni, un vero e proprio ‘cavallo di Troia’. La conferenza ha visto la partecipazione di Eleonora Forenza e Tiziana Beghin, membri della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, di Giulio Marcon, Mirko Busto e Marco Bersani tra i coordinatori della Campagna Stop-TTIP Italia e portavoce di Attac, e di Giorgia Lauri e Alice Tinozzi della rete Slow Food giovani. Bersani ha ricordato quanto sia ‘importante innanzitutto rompere il silenzio su questo negoziato segreto, farne comprendere i rischi, il disegno e cosa comporterebbe la sua approvazione’, e ha illustrato le perplessità per quanto riguarda la democrazia oltre che per la salute pubblica, ‘il trattato non parla di barriere tariffarie ma bensì si propone di abbattere le barriere non tariffarie’. In parole semplici quella che si vuole far passare per “armonizzazione” non è nient’altro che l’omologazione al ribasso di elementi giuridici, regole, diritti, tutele. In pratica il passaggio da ‘stato di diritto a stato di mercato’, nel quale il profitto è il faro, mentre i beni comuni e i servizi pubblici vengono relegati a variabili del profitto stesso. Insomma, la democrazia vista come possibile ostacolo alle dinamiche del commercio e degli investimenti, all’insegna del neoliberismo più aggressivo. Per Beghin il TTIP è ‘un grande inganno’ per i cittadini e per le piccole-medie imprese. Eleonora Forenza, capodelegazione dell’Altra Europa con Tsipras al Parlamento Europeo, è stata molto chiara: ‘contro il TTIP parlo non solo come militante e attivista, ma come capo delegazione dell’Altra Europa con Tsipras sono membro della Commissione commercio estero del Parlamento Europeo […] il TTIP rappresenta dunque la tutela dei diritti degli investitori. Le tre questioni prioritarie – e noi dei dati non abbiamo paura – sono: il fatto, in primo luogo, che il TTIP sia in buona sostanza la costruzione sul versante economico di quello che è la Nato sul versante militare; in secondo luogo l’evidente potere delle multinazionali che scipperanno democrazia e sovranità agli Stati, con il diritto degli investitori contro il principio di precauzione e, per finire, il tema del lavoro, con tutti gli studi che dimostrano l’impatto negativo del TTIP sull’occupazione’. Mentre l’onorevole Busco ha sottolineato gli impatti ambientali del TTIP, Giulio Marcon di SEL ha ribadito la necessita’ di un osservatorio parlamentare di deputati e senatori che assicuri un’opera di controllo e monitoraggio durante le fasi di negoziazione del trattato. ‘Rilancio la proposta di lavorare insieme con tutte le forze politiche coinvolte nella campagna per opporci a questi negoziati che minacciano il nostro Paese e l’Europa’, ha aggiunto Forenza. A conclusione della conferenza, l’ottimo intervento di Giorgia Lauri sull’importanza dei piccoli produttori agroalimentari e dei mercati di prossimità. ‘Slow Food è contro il TTIP. Prima delle sensazioni si dovrebbe pensare alla storia, alla tracciabilità, alla tradizione’. Tutte rivendicazioni che la possibile importazione di prodotti alimentari a basso costo e ogm, l’uso di pesticidi ora banditi e la diminuzione delle tutele verso le nostre tipicità renderebbero quasi impossibili. Oggi sono più di 750 in tutto il mondo, 40 solo in Italia (a Roma flash mob al Pantheon e poi sit-in in piazza Santi Apostoli), le iniziative e le mobilitazioni che coinvolgeranno milioni di persone ed organizzazioni di vario tipo per dire No al Trattato Transatlantico sotto lo slogan: “Le persone e il pianeta prima dei profitti”.

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