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Cinecitta’ e il futuro incerto

IMG_5526Cinecitta’ e il futuro incerto. E’ avvolto in una nube sempre piu’ grigia il futuro degli stabilimenti cinematografici piu’ famosi d’Italia e tra I piu’ famosi del mondo. E le maestranze, anch’esse note in tutto il pianeta per la loro professionalita’, sono in mobilitazione da piu’ di due anni per salvare questo immenso patrimonio culturale. Le nuove edificazioni previste all’interno degli studios sembrano decretare una fine di questa gloriosa storia nonostante stiano giungendo le nuove produzioni annunciate dal Ministro Franceschini, in particolare Ben Hur e Zoolander 2. A destare preoccupazione sono pero’ ‘le dichiarazioni dell’azienda al tavolo del Mibact sulla volonta’ di procedere alla realizzazione del progetto che prevede la costruzione di un alberto, ristoranti, palestre, progetto contro il quale nel 2012 I lavoratori hanno occupato Cinecitta’ con tre mesi di sciopero – sottolineano le rappresentanze dei lavoratori ieri in presidio – Risulta evidente l’incompatibilita’ tra gli indirizzi di sviluppo produttivo, legati al core business tracciati dal mibact e quelli perseguiti dalla societa’ IEG che punta alla dismissione delle attivita’ di core e di tutta la forza lavoro”. A guardare I numeri, la situazione sembra infatti sempre piu’ difficile, “38 lavoratori del settore sviluppo e stampa in cassa integrazione saranno licenziati al termine delle procedure gia’ avviate il 28 aprile prossimo. 50 lavoratori del settore digitale ed audio affittati dal 2012 alla multinazionale Deluxe saranno riconsegnati a Cinecitta’ per poi essere messi in cassa integrzzione – proseguono I lavoratori – 110 della produzione sono da gennaio 2012 in contratto di solidarieta’ ed e’ stato dichiarato un problema di esuberi di 50.” FullSizeRender-7Il tutto nonostante il Ministero dei Beni e delle Attivita’ culturali abbia rateizzato in 8 anni il debito di 5 milioni di euro contratto da Cinecitta’ nei confronti dell’istituto luce, si sia impegnato ad investire 7 milioni di euro nel sito produttivo e ad inserire 110 dipendenti nel programma contratti di solidarieta’ per due anni abbattendo il costo del lavoro di centinaia di migliaia di euro all’anno. Vi e’ da considerare poi la riduzione dei canoni di affitto che Cinecitta’ deve al Ministero in cambio della restituzione dei quattro teatri di posa. Insomma la partita su Cinecitta’ e’ dura e ancora tutta da giocare, con I lavoratori pronti a difendere non soltanto il loro posto di lavoro ma anche un patrimonio intero della collettivita’ e della storia culturale del nostro Paese. Nei prossimi giorni altre manifestazioni sono in programma nella speranza che le procedure di licenziamento siano interrotte e che si stabiliscano le basi di una vera e propria politica di rilancio del sito.

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