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MAFIA CAPITALE, CONFISCATI BENI PER 25 MILIONI DI EURO AD ERNESTO DIOTALLEVI

Non cessa di far notizia l’indagine su mafia capitale. Almeno a giudicare dalle cifre del maxisequestro di beni operato dalla sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Roma nei confronti del patrimonio di Ernesto Diotallevi, indagato nell’inchiesta. Considerato dagli inquirenti il referente romano di Cosa Nostra, a Diotallevi sono stati confiscate quote societarie, un hotel a Fiuggi, conti correnti, quote societarie e opere d’arte. La decisione, presa dal tribunale su richiesta dei pm Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, ha escluso dalla confisca altri beni finiti da tempo nel mirino degli inquirenti. Il collegio, ha infatti revocato il provvedimento di sequestro in merito a partecipazioni societarie, dipinti, una automobile e una decina di conti correnti da 1.000 euro ciascuno. Diotallevi, faccendiere legato agli ambienti dell’estrema destra, già intorno alla metà degli anni settanta è conosciuto per la sua attività di usuraio. Viene poi introdotto nella banda della Magliana da Danilo Abbruciati come suo tramite con la mafia siciliana, per via della sua amicizia con Pippo Calo’, verso altre associazioni malavitose e verso il mondo economico finanziario, nel quale vanta notevoli entrature. Col tempo, poi, va a costituire l’anima finanziaria del gruppo di Testaccio-Trastevere, oltre che a occuparsi di riciclare e investire i capitali della banda.

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