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Prostituzione minorile: il Ministro Orlando interviene in commissione parlamentare

prostituzione“Il fenomeno della prostituzione minorile, fino a qualche anno fa, interessava soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Oggi il fenomeno si estende in modo preoccupante anche ai Paesi più avanzati, sia per l’aumentato livello di povertà e di emarginazione, sia per la stretta connessione tra tale forma di sfruttamento e la criminalità organizzata, che avvia ciclicamente ragazze straniere minorenni e giovani uomini in circuiti di prostituzione – con queste parole il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha aperto il suo intervento per l’audizione in Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. In Italia, – ha continuato – come nel resto d’Europa, si è assistito, peraltro, negli ultimi tempi, alla propagazione del fenomeno anche in contesti privi di condizioni di emarginazione sociale o economica. La mercificazione del corpo dei minori assume, dunque, contorni sempre più espressione di disagio, soprattutto psicologico e relazionale, che investe tanto gli autori dei reati, come le vittime minori. È mia intenzione sollecitare l’intervento delle regioni, anche attraverso un sistema di collaborazione che è stato proficuo nel caso della tossicodipendenza, affinché siano elaborati accordi su base territoriale finalizzati ad interventi sul piano sociale ma anche psichiatrico e psicologico che possano favorire percorsi di reinserimento di questa particolare tipologia di detenuti. Noi abbiamo una normativa che è tra le più avanzate del mondo e che dal punto di vista del contrasto da tutti gli strumenti necessari, possibili e immaginabili. Quando ci sono contesti in cui questo fenomeno cresce, l’azione non può che essere nel contesto sociale, io non vedo la possibilità che ne’ strumenti giudiziari, ne’ repressivi siano in grado di creare un’effettiva deterrenza nei confronti di questo fenomeno, che al contrario sono nella scuola, nel sostegno alle famiglie ma anche in un modello diverso di accesso allo sport, che non sia legato ad un’esasperata competitività. Davvero – ha concluso il ministro – in alcuni campi scontiamo vuoti normativi, qui invece abbiamo una legislazione che è tra le migliori ed una magistratura che è tra le più professionalizzate d’Europa, in questo caso serve quindi una riflessione complessiva sul modello culturale che viene trasmesso”.

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