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caos rifiuti: botta e risposta tra Marino e Cerroni

Caos rifiuti: oggi botta e risposta tra il Sindaco Marino e il Presidente di Colari, Manlio Cerroni. Se in mattinata il primo cittadino aveva definito come “eticamente condannabile” il comportamento attuato da Colari e aveva diffuso la notizia di una ordinanza attraverso la quale imporre a Colari di accettare i rifiuti oppure di requisirne gli impianti, nel pomeriggio sono giunte le dichiarazioni del patron dei ‘rifiuti’ della citta’. Il Sindaco ha sottolineato piu’ volte la necessita’ di far uscire la citta’ dalla crisi rifiuti. “Penso che, al di la’ delle posizioni, che devono essere giudicate, c’è un senso etico di chi credo non possa affermare di essersi impoverito in mezzo secolo di business dei rifiuti e che ritiene, sulla base di mancati profitti, di bloccare gli impianti e mettere in difficolta’ 3 milioni di romani. Chi si comporta cosi’, al di la’ del giudizio sulla legalità o illegalita’, ha un comportamento sanzionabile dal punto di vista etico – ha detto il sindaco a margine di un evento all’Accademia Nazionale dei Lincei – Se improvvisamente, per decisione dell’avvocato Cerroni, non vengono accettate mille 1.500 tonnellate di rifiuti, questo mette in crisi la città”. A queste dichiarazioni, la risposta di Cerroni non si e’ fatta attendere. “Mio malgrado mi vedo obbligato ad intervenire sull’emergenza rifiuti a Roma. Lo faccio solo per un servizio a Roma ed ai romani. Credevo che la lettera trasmessa ieri dal presidente del Colari Saioni a Lei, al presidente Fortini, all’assessore Marino al presidente Zingaretti, all’assessore Civita, al prefetto Gabrielli e alla stampa, avesse a sufficienza chiarito e precisato i termini del problema. Purtroppo, e dalle notizie riportate dalla stampa e dalle sue dichiarazioni rese questa mattina, vedo che non è così. E allora va detto che la crisi nasce da due mancanze addebitabili esclusivamente all’incapacità delle amministrazioni competenti di programmare lo smaltimento dei rifuti: la mancanza di impianti di recupero energetico e quella di una discarica di servizio – ha precisato Cerroni in una nota inviata alle istituzioni – La stazione di ricevimento e di tritovagliatura di Rocca Cencia- si legge – è stata realizzata per salvare Roma dall’emergenza rifiuti e così è stato: infatti, fino al 31 dicembre 2014, ha smaltito 276.997 tonnellate. Con il mese di febbraio 2015 il conferimento dei rifiuti è crollato a 8.806 tonnellate. A questo proposito il Colari ha scritto al direttore generale di Ama denunciando tra l’altro, il fatto che eravamo stati obbligati a ridurre precipitosamente un turno di lavoro con conseguente licenziamento del personale addetto. Il Colari ha anche richiesto un incontro tecnico-operativo qualificato per inquadrare al meglio le prospettive a cui saremmo andati incontro; nessuna risposta è pervenuta. E’ tutto qui e basta solo la riflessione su un dato: a febbraio, marzo, aprile 2014 Rocca Cencia riceve 74.620 contro i 37.052 di febbraio, marzo, aprile del 2015. I rifiuti si producono tutti i giorni e farli sparire a sera è una cosa seria e impegnativa. A ciò si aggiunga che i Tmb di Malagrotta hanno lavorato e continuano a lavorare a pieno regime; non ci risulta che altrettanto avvenga nei due impianti di Ama. Ma tutto questo non basta. Quand’anche gli impianti lavorassero a pieno regime e fossero in grado di trattare tutti i rifiuti indifferenziati di Roma, senza uno sbocco per i prodotti ricavati dalla loro lavorazione quando i forni, i cementifici e le discariche sono sature, il sistema va in tilt e arriva l’emergenza. Roma manca di impianti di recupero energetico e di discariche di servizio cosa che in tutti i modi ed in tutte le sedi vado denunciando a tutte le autorità competenti già dal 2009. Da sempre abbiamo riempito gli impianti italiani e ci siamo perciò rivolti anche all’estero; solo oggi, dopo 7 mesi, abbiamo ritirato dalla Regione i moduli per esportare il Cdr in Portogallo e questo sbocco ci consentirà dalla prossima settimana di aumentare il ricevimento ed il trattamento dei rifiuti e siamo in attesa di concludere l’iter per l’esportazione anche in Spagna. E’ tutto qui, signor sindaco e signor presidente; senzo lo sbocco corrente dei prodotti ricavati dalla lavorazione dei rifiuti non si va da nessuna parte e non si esce fuori dall’emergenza”.

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