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50 anni della LIPU: difesa della biodiversita’ e poesia della natura

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Biodiversita’: in Italia la giornata mondiale si festeggia col simbolo dell’upupa della LIPU. La ricorrenza di quest’anno e’ infatti animata dalla quattro giorni di manifestazioni per il cinquantenario dell’associazione. Una felice coincidenza ed un appuntamento estremamente utile per fare il punto della situazione su caccia, bracconaggio, difesa della Rete Natura 2000 e tanto altro. Nella magnifica cornice del Tempio di Adriano di piazza di Pietra si sono dati convegno esponenti politici e rappresentanti delle maggiori associazioni ambientaliste ed animaliste italiane ed europee. Un incontro per tracciare il bilancio di 50 anni di attivita’ e per segnare le rotte degli scenari futuri. Con gli interventi del presidente nazionale Fulvio Maimone Capria, del vice ministro per le politiche agricole Andrea Olivero, del Presidente della commissione ambiente della Camera Ermente Realacci e dell’ex ministro dell’agricoltura e dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, si e’ dato vita ad un dibattito volto a segnalare la necessita’ di introdurre appositi strumenti a livello internazionale utili a fronteggiare la pratica del bracconaggio ancora tanto diffusa nel nostro Paese e, piu’ in generale, nell’area mediterranea. Un fenomeno tanto antico quanto dannoso che si rinviene anche in Spagna e in Grecia. Di qui l’appello accorato dell’associazione affinche’ siano individuati gli atti piu’ idonei, tra questi la diffusione nelle scuole di una educazione al rispetto dell’ambiente e degli animali selvatici e la rigida applicazione delle leggi . D’altronde la storia stessa della LIPU testimonia i grandi progressi compiuti nel nostro Paese da 50 anni a questa parte. Basti pensare che si e’ passati dalle manifestazioni dei cacciatori volte a difendere la pratica della caccia primaverile condite dalle “benedizioni” nei luoghi di culto dei fucili, alla realizzazione della piu’ grande rete di protezione della biodiversita’, ovvero la Rete “Natura 2000” che tutela le aree protette comunitarie grazie alla stesura delle Direttive “Uccelli” ed “Habitat”. La rete e’ costituita in Italia da 610 zone di protezione speciale per la tutela di 381 specie di uccelli selvatici e da 2310 siti di importanza comunitaria per la conservazione di 130 habitat, 89 specie di flora e 111 specie di fauna. In questi anni, le direttive hanno rappresentato una vera e propria barriera alla distruzione del patrimonio naturale europeo ed una guida al buon uso delle risorse naturali e dei servizi ecosistemici, sapendo generare una cultura di gestione ragionevole e innovativa del territorio. Si tratta di provvedimenti ottenuti con anni di lotte durissime e confronti serrati e stringenti. Provvedimenti ancora oggi in pericolo e che devono essere difesi continuamente. Basti pensare che proprio in questi giorni l’Unione europea ha aperto un processo di analisi che potrebbe condurre a rivedere la normativa a difesa della biodiversità. Un’operazione che potrebbe avere esiti disastrosi per migliaia di specie e habitat naturali. “Lanciamo un appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi – ha detto oggi nel corso della seconda giornata di convegno Fulvio Maimone Capria, Presidente dell’associazione – affinchè si opponga a questo arretramento politico e culturale, facendo dell’Italia uno Stato leader della difesa dell’ambiente e della biodiversità in Europa”. A difesa delle direttive, Lipu e BirdLife International hanno anche promosso una grande petizione popolare “allarme natura” che in pochi giorni è già stata sottoscritta da oltre 100 mila persone in tutta Europa Nel corso della conferenza, esperti nazionali e internazionali tra cui la Royal Society for the protection of Birds, partner britannico di BirdLife International, hanno sottolineato l’importanza capitale delle direttive Habitat e Uccelli e al contempo il rischio che il processo di analisi delle direttive aperto in questi giorni dalla Commissione europea possa condurre a un indebolimento di quelli che sono i più importanti strumenti europei per la conservazione della biodiversità. Ad opporsi strenuamente a questa consultazione estremamente pericolosa, colei che la legge sulla caccia la scrisse e la difese, Anna Maria Procacci che, intervenendo al convegno, ricorda i primordi dell’associazione e le difficili battaglie contro un mondo politico ancora ottuso e posto a difesa degli interessi dei cacciatori e degli armieri. Il futuro prossimo si spera che regalera’ al nostro Paese la messa al bando della caccia con i richami vivi, la questione alla quale il Direttore Generale dell’associazione, Danilo Selvaggi, ha dedicato sforzi notevoli. Ma la LIPU non si ferma. E all’orizzonte si intravede il sogno del suo generoso fondatore, Giorgio Punzo, di organizzare una societa’ basata sulla conservazione del patrimonio faunistico nazionale e “sull’intangibilita’ di tutte quelle specie di uccelli che, o per loro straordinaria bellezza e rarita’, o per il loro allietare i parchi e i giardini della convivenza umana, in nessun altro Paese civile vengono considerati come oggetto di caccia o selvaggina”. Ovvero il coronamento del miraggio cantato da tanti poeti e scrittori, Hafez, Shakespeare, Leopardi, Pascoli, Holderlin, Pablo Neruda, Mario Luzi e tanti altri che in ogni epoca ed in ogni latitudine hanno ammirato il canto degli uccelli e il loro volo libero.

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