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Mafia capitale: Orfini, ringraziamo la procura per il lavoro svolto

foto-68“Voglio ringraziare la Procura di Roma per l’operazione odierna. Tutta la città deve ringraziare il procuratore Pignatone per l’importante lavoro svolto per ripulire la città, contrastare la criminalità e la mafia. Le forze che come noi credono nella legalità non possono che sostenere e complimentarsi per il lavoro svolto – cosi ha concluso il suo intervento, il presidente del Pd, Matteo Orfini, trattando degli esiti odierni dell’inchiesta su Mafia Capitale. Un discorso a tutto tondo che si e’ sviluppato innanzitutto prendendo le mosse dal “buon governo” Marino-Zingaretti, sino a toccare l’esigenza di pulizia da eseguire all’interno del partito. “Il Pd sta facendo pulizia – ha detto Orfini – facciamo appello quindi alle altre forze della città, c’è bisogno che si rigenerino le classi dirigenti della città e stupisce che solo noi lo stiamo facendo. Ma il tema dell’attecchimento della criminalità non riguarda solo la politica, ma interroga imprese e mondo del lavoro, che invece assistono muti a quanto accade e non hanno fatto opera di rigenerazione come il Pd. I consiglieri colpiti dal provvedimento” giudiziario “sono automaticamente sospesi dal Pd. Comune, Regione e Pd attraverso Marino e Zingaretti hanno svolto un lavoro di ripristino della legalità da prima che scoppiasse la parte pubblica dell’inchiesta – ha aggiunto Orfini – Marino appena insediato con una lettera a Saccomanni chiese l’invio degli ispettori Mef per verificare gli atti dell’amministrazione Alemanno perché apparve subito chiaro a lui e alla sua giunta che il modo in cui era stata amministrata la città era discutibile. Marino lo fece prima di Mafia capitale anche recandosi in procura a consegnare carte sulle quali emergevano perplessità e dubbi. Lo ha fatto mentre amministrativamente svolgeva un’opera delicata di ripristino della legalità contabile. Infatti per la prima volta il bilancio è stato approvato entro il 30 dicembre mentre Alemanno aveva lasciato la città senza bilancio previsionale, il che consente una gestione senza trasparenza. Tutto questo è avvenuto prima dell’esplosione di mafia capitale. E quando è esplosa a dicembre, si è agito con ancora maggior durezza, con l’opera dell’assessore Sabella – direttiva appalti e piano contro la corruzione – quindi non più procedure negoziate, debiti fuori bilancio. Dopo la prima ondata di mafia capitale, poi, Marino ha fatto altre visite in procura per segnalare atti dove c’erano perplessità”.

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