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Il falso poetico ai tempi di internet: la salvezza e’ nei blog

pablo_neruda
Si e’ nascosta tra le pieghe delle citazioni colte come nel linguaggio popolare, ha attraversato I secoli e I continenti indenne fino ad imperversare nell’era di internet. L’erronea attribuzione, ovvero il “falso poetico” d’autore, mantiene ancora oggi il primato della presenza tra I siti web e le pagine piu’ cliccate. Anzi e’ proprio l’eta’ contemporanea a regalare una straordinaria diffusione a questo fenomeno. Dimostrazione ne fu il discorso di Clemente Mastella al Senato in occasione della crisi del secondo governo Prodi con successive dimissioni del premier. In quell’occasione, riportato da molti giornalisti che ne ripresero fedelmente le parole, il leader Udeur cito’ la poesia di Martha Medeiros “Lentamente muore…” attribuendola al poeta Pablo Neruda. “Manco le basi der mestiere…” per citare invece una famosa battuta di un celebre film di Carlo Verdone. verrebbe da dire. A svelare poi l’errore il “Corriere della Sera” ed alcuni bloggers, preziosissimi oggi per analisi approfondite sugli accadimenti di un quotidiano cosi “liquido” del quale difficilmente resta qualcosa a perenne memoria. La storia del “lentamente muore “ al Senato della Repubblica fini’ col leader Udeur responsabile della decadenza del governo Prodi. Alla poesia pero’ di Pablo Neruda spetta il record di falsi poetici. Altro caso, quello di Alfredo Cuervo Barrero, con “E’ Proibito..”. Muovendosi agilmente su internet si notano molte pagine con la citazione errata, frutto probabilmente della grande diffusione sul web delle poesie del grande poeta cileno. Altresi’ interessante risulta essere il caso della poesia “Istanti”, in genere considerate come produzione di Jorge Luis Borges, appartenente nella realta’ alla penna di Don Herold. Ma ancora, il sottotesto che ha tenuto incollati a Raiuno oltre 5 milioni di italiani per “Viva il 25 aprile” condotto da Roberto Saviano, ha mostrato come un soldato polacco reduce della seconda armata che libero’ il nostro Paese agli ordini del Generale Anders, citasse il grande poeta polacco Adam Mickiewicz nella frase che piu’ di ogni altra ha connotato l’ausilio dei volontari e dei soldati polacchi negli ultimi due secoli in Italia passandolo per un motto del linguaggio comune. Altri casi di citazioni ormai cosi consolidate nell’eloquio di tutti I giorni, a partire dal “conosci te stesso” fino alle innumerevoli citazioni “false” di Mark Twain, ricordano banalmente allo scrittore che il controllo pedissequo della fonte e’ fondamentale. Anche ai tempi di internet. Fortuna che esistono I bloggers!

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