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Un incontro, un appello, un presidio per il popolo greco – Giampaolo Martinotti

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“La Grecia, l’euro e le alternative per l’Italia”: questo il tema dell’incontro pubblico di ieri pomeriggio presso la sala Aldo Moro della Camera. La discussione, a pochi giorni dalle elezioni anticipate dopo le dimissioni di Alexis Tsipras, si è articolata proprio intorno all’esperienza di Syriza al governo, analizzando le profonde difficoltà nella contrapposizione alle fallimentari politiche di austerità e alla logica ambigua del sistema mone­ta­rio europeo.  Gli interventi dei vari economisti, intellettuali ed esponenti politici si sono alternati affrontando i temi ormai abituali in una Europa che pare aver dimeticato le sue origini: disoccupazione giovanile con percentuali da capogiro, aumento esponenziale delle disuguaglianze, crescita economica inesistente, smantellamento metodico del sistema sociale e dei diritti, precarizzazione del lavoro, svalutazione dei salari, conseguente aumento del debito pubblico. E non può mancare naturalmente una forte critica al governo Renzi, promotore con le sue politiche di questo tipo di risultati nel nostro paese.  L’approvazione del nuovo memorandum “imposto” dalla toika e dai governi europei alla Grecia rientra a pieno titolo nel meccanismo di questo circolo vizioso che si alimenta anche grazie alla controproducente logica dei vari trattati e del “fiscal compact”.  Per Luciana Castellina «l’Europa sta vivendo un periodo storico post-democratico», mentre Stefano Fassina ribadisce l’importanza di mettere in discussione il paradigma dell’euro, rilanciando l’idea di un “Piano B”, presentato pochi giorni fa alla “Fête de l’Humanité” di Parigi, in collaborazione con Yanis Varou­fa­kis, Oskar Lafon­taine e Jean-Luc Mélenchon. «Dobbiamo portare avanti un dibattito aperto sul “Piano B”», ha sottolineato Giorgio Airaudo, «è fondamentale avere sempre più soluzioni a portata di mano».  La sensazione in sala è che la battaglia per ridefinire l’alternativa in Europa sia ancora aperta, ma la realtà ci parla della triste débâcle del governo Tsipras come di un violento colpo alle speranze dei popoli e delle sinistre europee.  I durissimi termini contenuti nell’accordo accettato dal governo lo scorso 13 luglio hanno portato a un’amara rottura all’interno di Syriza, con le dimissioni di Tasos Koronakis, (ex) segretario del partito, la dissoluzione del “Comitato centrale della Gioventù” di Syriza e le defezioni di deputati del calibro di Varoufakis, Manolis Glezos, Zoe Kostantopoulou e Panagiotis Lafazanis, tra gli altri, con la conseguente nascita di “Unità popolare”.  Far tesoro dell’esperienza Greca significa innanzitutto guardare alla nostra storia: la “gestione più indolore possibile” delle politiche neoliberiste da parte di un partito della sinistra al governo comporta essenzialmente la mutazione di quest’ultimo.  Oggi più che mai c’è la consapevolezza che l’oligarchia europea non intenda trattare o scendere a compromessi “onorevoli”. Al contrario, il disprezzo per la democrazia dimostrato nell’imporre una vera e propria “creditocrazia” in Grecia, come nel resto d’Europa, necessita lo sviluppo di una forte rete anticapitalista internazionale che sia in grado di occupare quei residui mar­gini di lotta per contrastare le forze che attaccano i diritti sociali e democratici dei popoli europei imponendo catastrofiche politiche di austerità grazie al giogo di un debito illegittimo che andrebbe immediatamente annullato.  La prospettiva che il prossimo governo greco, forse guidato per la seconda volta proprio da Alexis Tsipras, possa essere in grado di amministrare, o in qualche modo di contrastare, le misure antisociali previste dal terzo memorandum è fonte di grande perplessità. E sulla scia dell’appello lanciato in sostegno di Unità popolare, è stato organizzato a Roma in Piazza SS. Apostoli, un importante presidio di solidarietà con il popolo greco e le forze sociali e politiche che si oppongono ai memorandum e all’austerità organizzato da molteplici movimenti e da svariate soggettività della sinistra radicale romana.

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