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Le difficoltà del nuovo Colosseo di Tor di Valle – Sabrina Ragucci

ippodromo-tor-di-valle-mapIeri mattina alla Casa della Città di Garbatella  durante l’incontro volto ad illustrare ai cittadini il progetto di parco fluviale che fa parte integrante dei piani per il nuovo “Colosseo giallorosso” realizzato dal progettista tedesco Andreas Kipar sono emerse le prime vere difficoltà legate alla realizzazione dello stadio. Si sarebbe dovuto parlare del polmone verde, grande il doppio di Villa Borghese, che sorgerà insieme all’impianto sportivo e alla centralità ad uffici ed invece le conclusioni sono state tutte per l’intervento dell’assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo che ha fornito la sua spiegazione sull’iter del progetto in Regione concentrandosi sulle difficolta’ emerse e sul parere negativo espresso da Atac sul prolungamento della metropolitana B fino a Tor di Valle. Caudo ha spiegato che “nel nodo di Tor di Valle deve esserci un servizio di 16 treni l’ora per garantire il movimento di circa ventimila persone. La delibera capitolina stabilisce che in modo prioritario questo dovrebbe realizzarsi col prolungamento della linea B della metropolitana”. L’ATAC però ha dato parere negativo  e in quel caso automaticamente si disobbliga dal prolungamento della metro B e la Regione si dovrebbe far carico di garantire i 16 treni l’ora su quella tratta (cioè uno ogni 3,5 minuti).  Atac sostiene che è difficile gestire una linea della metro con più di una diramazione  ma  vero che molte città europee di linee con più diramazioni ne hanno molte”. Altro nodo importante è risultato essere la delega  speciale che la procura di Roma ha rilasciato alle fiamme gialle per comprendere la natura dei pareri rilasciati in merito al rischio idrogeologico. L’assessore ha ammesso: “Il Comune ha inserito la messa in sicurezza tra le opere finalizzate alla pubblica utilità: quindi se non si realizza, il progetto non può andare avanti“. Ora il  progetto dello stadio è in attesa del vaglio della Regione Lazio. “Abbiamo trasferito il materiale alla Regione – ha aggiunto Caudo – Le integrazioni dovevano essere ultimate il primo settembre, dalla Regione si stanno prendendo qualche giorno in più , perchè il progetto è complesso e non devono esserci dubbi che il tutto venga espletato con il massimo rigore.” A parte qualche timido distinguo levatosi da qualche persona in sala, presenti i rappresentanti di alcuni comitati dell’osservatorio Tor di Valle e l’associazione ambientalista Green Italia, tra gli altri, che in sostanza non disapprova il progetto se inserito in un contesto di “rigenerazione urbana” e “sostenibilità”, sono da sottolineare i toni entusiastici di Kipar con  le immagini patinate che scorrevano sullo schermo e nei pannelli appesi ai muri della sala  mentre indicava i passaggi che porteranno alla realizzazione di questa grande opera con alle spalle il grande plastico del progetto completo. Un discorso soggettivo su un progetto molto impattante accompagnato da immagini che a noi sono sembrate irreali e poco “vissute” perchè lontane anni luce da quella che è la realtà di una città che sta vivendo forse il suo momento più buio fin dai tempi del crollo dell’impero romano d’Occidente. Non si tratta di mancata lungimiranza o avversione preconcetta  a ciò che potrebbe comportare il miglioramento  di aree abbandonate da tempo come è quella di Tor di Valle con  la realizzazione di opere sportive  e ludiche per i cittadini, ma di una critica amara al mancato filo diretto con la città e con i territori che invece vorrebbero dialogare con l’amministrazione anche per spiegare le loro ragioni di contrarieta’. In serata e’ stato diffuso un comunicato a mezzo stampa da parte dei comitati dell’Eur che hanno richiesto maggiore trasparenza e soprattutto hanno sottolineato la necessita’ di conoscere la motivazione per la quale a loro non e’ stato concesso di far parte dell’osservatorio delle associazioni e dei comitati a fronte di una richiesta avanzata. Vengono alla mente poi i problemi legati ai costi futuri, sia del progetto di trasformazione della Roma-Lido da trenino urbano a vera e propria metropolitana in grado di gestire il passaggio negli orari di punta di 16 treni orari, della gestione e manutenzione del parco onde evitare che faccia la fine di una discarica a cielo aperto e “wc coupe'”, come quelli legati alla sicurezza dei parcheggi immensi e all’incolumita’ dei tifosi e dei frequentatori della struttura che dovrebbe accogliere anche per megastore, ristoranti e quanto altro a servizio del Colosseo di Tor di Valle.

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