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SIGNORI, LA MORTE VA IN SCENA! – PAOLA CONTE

 

evidentidebolezze-2252-�gabrielegelsi (2)Secondo una statistica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno l’1%degli occidentali muore. Deposta quest’amara verità ai piedi della platea, inizia il “Nuovissimo Corso Involontario per l’uso di evidenti debolezze” in scena al “Teatro Cometa Off” fino al 18 ottobre, insolito spettacolo a firma di Lorenzo Gioielli, che ne è anche raffinato ed elegante cerimoniere. A lui, infatti, il compito di traghettare la platea dall’imprescindibile assunto che il Tempo a disposizione di ognuno abbia un’inesorabile scadenza fino all’approdo ultimo, ovvero come convivere con questa triste certezza e, evento ancor più destabilizzante (e qui sta il punto focale), rivelare a serata conclusa ed attraverso dei “test” chi fra gli astanti sarà il primo a passar a miglior vita entro l’anno a venire. Una persona, ogni sera. Nonostante la delicatezza dell’argomento, il testo di Gioielli sorvola l’asprezza dell’assunto di partenza su ali leggere, intervallando alla tematica centrale che sembra incedere con passo funesto, inserti drammaturgici, o come lo stesso Gioilelli li definisce, dei veri e propri “test” a beneficio dello spettatore. Questi consistono in situazioni relazionali restituite in scena da una giovane compagnia: lo scrittore provato dall’esistere che tradisce l’amore incondizionato di una compagna cieca e fedele, la fattucchiera bella ed annoiata che nel leggere i segni della vita non ne intuisce il senso profondo, il visionario in cerca di normalità e comprensione ed infine il genio teatrale tragicamente sbalzato ai margini e legato ad una donna disperata e devota.

evidentidebolezze-2152-�gabrielegelsi (3)I sei personaggi poi, scopriremo, sono fra loro connessi da rapporti di varia natura. Questi intermezzi dovrebbero sollecitare una reazione istintiva del pubblico, una compartecipazione alla singola vicenda agita e, mentre il rito pirandelliano del metateatro si invera, un’osservatrice d’eccezione, la Morte stessa, si avvale della sua esperienza per sondare le fila e lasciar infine cadere il suo implacabile verdetto sul malcapitato comodamente sprofondato nella sua poltrona ed ignaro di ciò che di lì a poco gli toccherà in sorte subire. La compagnia si ritrova fra le mani un testo non di facile resa scenica, per la varietà dei toni che in esso sono contemplati: il Grottesco è sempre lì in un angolo a dire la sua, ma lascia spesso il passo all’Ironia, scalzata d’impeto dal Tragico. Eppure gli attori son tutti al ritmo con questa sinfonia emotiva di cui Gioielli, supportato dalla precisa regia di Virginia Franchi, è ineccepibile direttore d’orchestra. Ma, va detto pure che la tessitura drammaturgica appare a volte scollata dall’ossatura centrale: le digressioni non senbrano sempre armonizzate e le vicende che esse propongono non sembrano amalgamarsi coerentemente nel respiro complessivo del testo.

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