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In scena i vissuti delle “donne di guerra” per la rassegna teatrale organizzata dal Centro Antiviolenza “Marie Anne Erize”

 

Agnese Fallongo in: Letizia va alla guerra

Agnese Fallongo in: Letizia va alla guerra

Donne di guerra, ovvero i conflitti bellici analizzati con lo spirito dell’altra meta’ del cielo. E’ a questo tema che si e’ ispirata la rassegna teatrale organizzata dal Centro Antiviolenza di Tor Bella Monaca “Marie Anne Erize” conclusasi domenica pomeriggio al teatro Manhattan. Cinque i premi consegnati dalla giuria che ha individuato pièces estremamente diverse le une dalle altre ma tutte volte ad illustrare il dramma del conflitto bellico narrato con gli occhi delle donne. I riconoscimenti hanno riguardato in particolare il vissuto di una giovane siciliana che insegue il suo amato nel Carso sul fronte della Prima Guerra Mondiale portato in scena da Agnese Fallongo dal titolo “Letizia va alla guerra’ che le e’ valso il premio speciale della critica. La Fallongo, giovane attrice romana inamorata della Sicilia, si e’ meritata anche il premio ex aequo come miglior attrice. il tema delle violenze subite dalle donne ciociare ha invece ottenuto il premio per il miglior testo con il corto di Michela Zanarella “Io che ho vissuto l’inferno”. Per la miglior regia invece l’esuberanza tragicomica della “bomba” interpretata da Michela Barone in “Perche’ mi guardate cosi’” ha convinto i giurati per l’orginalita’ della rielaborazione. E invece la visione che spinge verso il futuro la giovane “Rosetta” di Alessandra Cappuccini le ha meritato il premio ex aequo per la miglior attrice. La rassegna ha visto un altissimo livello generale e soprattutto una rielaborazione molto analitica delle diverse tematiche trattate. Tra queste indubbiamente un posto preminente hanno avuto I corti relativi al tema della violenza compiute sulle donne ciociare dalle truppe dei Goumiers agli ordini del Generale Juin nel 1944. Ai destini tragici di queste vittime dimenticate dalla storia e dalla politica si sono associati I vissuti delle donne che hanno perso l’amore e la vita nei conflitti, quasi a rappresentare un unico filo conduttore, seppur sciolto e declinato nelle diverse epoche storiche e in diversi ambiti geografici.

Alessandra Cappuccini in: Rosetta

Alessandra Cappuccini in: Rosetta

Dalla Ciociaria alla Sicilia, passando per l’Argentina del regime di Videla fino a confluire nella distruzione assoluta causata dalla “bomba” in chiave tragicomica e all’esperienza del vissuto della No-Tav che negli scontri trova la sua fuga nel bacio fugace ad un poliziotto. “Ringraziamo i nostri artisti che hanno voluto sostenere questa rassegna organizzata dal Centro Antiviolenza “Marie Anne Erize” – ha detto Stefania Catallo, Presidente della struttura di via Amico Aspertini 393 – noi siamo stati al loro fianco con tutta la nostra passione per questa iniziativa di grandissimo spessore sia dal punto di vista sociale che culturale. Noi, proprio in consonanza con le nostre attivita’ sui diritti umani abbiamo voluto riproporre questo tema con grande forza. E il responso e’ stato piu’ che positivo. Siamo convinte che il teatro abbia una forza di penetrazione e di coinvolgimento estremamente efficace e che il suo fascino comunque attragga le coscienze invitandole ad una naturale riflessione”

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