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enea: dai rifiuti, fertilizzanti per agricoltura e bio carburanti

Da scarti alimentari a fertilizzant per l’agricoltura: l’Enea realizza il primo ‘compostatore di comunità’. Presso il centro della Casaccia e stato realizzato il primo impianto di trattamento dei rifiuti di piccoli contesti collettivi. Condomini, mense, hotel, avranno ora la possibilità di produrre in proprio un ammendante per l’agricoltura e la florovivaistica riciclando i rifiuti organici. In Europa sono in media 180 i kg di cibo pro-capite sprecati all’anno mentre ammontano a 164kg/anno[1] in Italia (siamo al 7° posto nella classifica europea. “Stiamo parlando di nuovi percorsi di sviluppo attraverso il recupero e la valorizzazione degli scarti di produzione, sottolinea Nicola Colonna, responsabile Laboratorio Sostenibilità, qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari dell’ENEA. “Infatti dagli scarti si possono ottenere diversi prodotti e sfruttare queste potenzialità è indispensabile oltre che per l’ambiente anche per l’efficienza ed economicità del prodotto finale: occorre infatti pensare al riutilizzo come a una cascata dove dallo scarto si ottengono prima composti ad alto valore aggiunto e poi via via quelli a valore minore fino ad arrivare al biogas”. In Europa sono in media 180 i kg di cibo pro-capite sprecati all’anno mentre ammontano a 164kg/anno[1] in Italia (siamo al 7° posto nella classifica europea). Secondo dati ENEA, nel nostro Paese vengono gettati nel cassonetto circa 5,5 milioni di tonnellate di cibo/anno, in pratica 42 kg di cibo a persona sotto forma di avanzi non riutilizzati e alimenti scaduti o andati a male, con un valore economico che si aggira intorno ai 13 miliardi di euro all’anno. Di questi 42 kg, oltre 10 sono costituiti da verdure e prodotti ortofrutticoli per un totale di oltre 1,3 milioni di tonnellate. Con i prodotti vegetali che gettiamo nella spazzatura, oltre a fitosanitari e nutraceutici, potremmo produrre 41 milioni di m3 di biometano, l’equivalente dell’energia necessaria per riscaldare 46mila appartamenti, con un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate di CO2. Ma non è tutto. I nostri scarti possono trasformarsi in cibi “Superfood” per mantenerci in forma, cosmetici per farci belli o nuovi alimenti per la zootecnia. L‘ENEA è attiva anche per la produzione di biocarburanti e la valorizzazione degli scarti agroalimentari con il Biodigestore anaerobico da cui si ottiene energia green. “Il futuro è qui – conclude Roberto Balducchi responsabile del laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi dell’ENEA – dobbiamo cambiare radicalmente la concezione di scarto e rifiuto perché ogni giorno grazie alla ricerca scopriamo il valore nascosto di molti sottoprodotti e materie prime-seconde a cui oggi l’industria associa solo costi di gestione e smaltimento. Questo scenario apre la strada ad un molteplicità di percorsi di sviluppo in termini di nuove professioni, nuovi prodotti e nuove sfide per la ricerca applicata.”

Categorie:Blog, Prima pagina

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