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love & the city: storie d’amore coraggiose nella metro di Roma

Non era preparato ne’ sicuramente organizzato e non era uno spettacolo a favore di una ‘Carrie Bradshaw’ de’ noantri. Un momento di sano, egoistico richiamo alla responsabilita’ di coppia ha fatto ieri la sua irruzione nei vagoni della metropolitana B all’ora di punta, tanto da scatenare una ridda di commenti e discussioni accese tra i passeggeri. Improvviso, acuto, il grido di un giovane all’indirizzo del suo compagno: ‘Ho bisogno di amore, di affetto, di tenerezze da te. Se non me le dai tu, chi me le puo’ dare? sei il mio compagno di vita. Con te ho iniziato ad amare’. E giu’, con la tipica ironia disincantata dei romani, una pioggia di commenti ammiccanti da parte dei passeggeri. ‘Tutti noi lo vorremmo…tutti desideriamo questo…’, ‘Ma senti un po’…e’ arrivato Romeo’. Tutti ammiccanti ma conditi da quella punta di invidia che genera sempre la liberta’ di espressione. Tutti maliziosi ma genuinamente incuriositi dal disincanto e dalla fiera sicurezza di chi si dichiara innamorato. Perche’ si’ e’ vero, ci si espone ed anche tanto a dichiararsi innamorati. E la paura che attanaglia tutti prescinde dall’apertura del proprio cuore. Siamo arrivati al punto in cui il modello dell’espressione dell’amore e’ sempre piu’ materiale, piu’ ‘liquido’ per dirla con Zygmunt Baumann, piu’ mercificato. Tutto ha un prezzo, tutto puo’ essere riassunto in una logica mercantilistica che oggi prevede una quotazione e domani un’altra. Tutto scivola via nei rapporti ‘mordi e fuggi’ privi di voglia di sentirsi davvero. Tutto scivola via come le notizie che scorrono in continuazione e sulla cui capacita’ di analisi ci si sofferma sempre di meno. Tutto esclude la naturale attitudine dell’essere umano a rendersi portatore di sentimenti, sensi, percezioni. A far da contrappeso a questo sistema inquinante del mondo sentimentale e’ arrivato l’esempio di questo ragazzo gay, semplice nelle sue richieste ma tanto prezioso in termini di richiamo al mondo impalpabile delle sensazioni. C’e’ ancora chi non si arrende alla fredda logica in faccende sentimentali, perche’ ad onor del vero, esiste chi porta in alto il vessillo della voglia di tenerezza e di dolcezza, oltre ogni ragionevole mercificazione del sentire e pur nella calca della metropolitana romana.

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