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Per dignità: studenti del liceo ‘Peano’ si interrogano su aggressione fascista

Dopo l’aggressione fascista di mercoledi scorso, gli studenti del liceo ‘Peano’ si interrogano sulla violenza che ha generato quel terribile episodio. “Non un passo indietro! contro ogni fascismo, non per odio ma per dignità – cosi hanno scritto gli studenti nel comunicato –  Ecco come sono andati i fatti mercoledì scorso: questa mattina una decina di militanti di Blocco Studentesco, organizzazione neofascista molto vicina a Casapound, si sono presentati davanti al Liceo Peano per un volantinaggio. Come al solito, non c’era nessuno studente tra loro. Invitati ad allontanarsi da due studenti della scuola, dopo averli identificati come antifascisti, hanno reagito aggredendoli con schiaffi e spintoni con il classico modo di fare che li contraddistingue: in 10 contro 2. È l’ennesima provocazione fascista in un piazzale dove si affacciano migliaia di studenti. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con la violenza squadrista di chi fomenta odio e razzismo. Adesso basta! Il fascismo non avrà pace nelle scuole e nei quartieri. In un mondo che sceglie sempre più spesso derive autoritarie, continueremo strenuamente a rivendicare libertà e solidarietà, a difendere la bellezza delle diversità senza chinare la testa.’ Solidarietà e’ giunta dall’Anpi Provinciale di Roma, fornendo sostegno ad una richiesta ampia di iniziative sul tema che non potrà realizzarsi solo per la coincidenza con la fine dell’anno scolastico. “L’Anpi Provinciale di Roma esprime piena solidarietà ai due studenti del Liceo Giuseppe Peano aggrediti da una squadraccia fascista all’entrata della scuola – sottolinea l’associazione in una nota – Condanna con fermezza l’aggressione e denuncia ancora una volta la pericolosità e protervia di siffatte organizzazioni fasciste. Ricorda come la ricostituzione del partito fascista ‘sotto qualsiasi forma’ nonché qualsiasi organizzazione o movimento che ‘persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica’ siano vietate dalla Costituzione e dalle leggi tutt’ora in vigore delle quali chiede la piena applicazione.’ Per i genitori dei ragazzi della scuola e’ chiaro e deciso il rifiuto ‘per qualsiasi violenza, dentro e fuori le mura scolastiche. Le nostre figlie e i nostri figli  – hanno scritto in una comunicazione sul loro blog – devono poter andare a scuola tranquilli, senza dover temere, o rischiare, aggressioni di qualsiasi tipo, in qualsiasi luogo e soprattutto all’interno di una struttura scolastica. Nessuna ragione, idea, o ideologia, è accettabile se ricorre a violenze o coercizioni, più o meno pesanti, siano esse fisiche, o anche psicologiche. Vogliamo pensare che tali fatti non si ripeteranno, né fuori, né dentro la scuola.’

 

 

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