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Stadio Tor di Valle: da Italia Nostra ai comitati locali un appello alla sovrintendenza in sostegno al vincolo

‘I beni culturali si tuteleranno quando i cittadini nella tutela metteranno la stessa passione che mettono nel calcio’, con queste parole e’ stata conclusa la conferenza stampa di Italia Nostra in merito al vincolo sull’ippodromo di Tor di Valle. E il binomio e’ quanto mai azzeccato in questo caso. ‘I tifosi della Roma e i loro siti in informazione sono concordi con noi – ha detto Mirella Belvisi della sezione romana dell’associazione – pubblicano e comprendono le nostre tesi’. Tesi di fatto difficilmente smentibili. I vincoli o esistono o non esistono. Non sussistono mezze misure. E sull’ippodromo di Tor di Valle e’ necessario fare chiarezza, considerato che gia’ nel piano regolatore la struttura fu inserita nella carta della qualita’. ‘Se il Sovrintendente Prosperetti oggi facesse marcia indietro sul vincolo sconfesserebbe l’operato della Sovrintendenza di Stato – ha sottolineato Oreste Rutigliano, presidente di Italia Nostra – e questo si tradurrebbe nel venir meno del loro status soprattutto nei confronti della Sovrintendenza comunale. Ma vogliamo dire qualcosa in piu’. Se nel 2014 la sovrintendente Galloni non tratto’ nei termini attuali della tribuna e’ anche perche’ la questione della tutela dell’architettura contemporanea e’ tutta in fieri. La Galloni pero’ fece anche un’altra considerazione, che forse alcuni non hanno approfondito. Prescrisse la tutela di 1500 alberi che sono nell’area. E non e’ questione da poco superare questa prescrizione. Poi, crescendo la consapevolezza della tutela, siamo giunti alla comunicazione della dichiarazione di vincolo da parte della Sovrintendente Eichberg’. Del vincolo e delle motivazioni del vincolo ha trattato in modo molto approfondito la figlia dell’arch. La Fuente, presente oggi pomeriggio alla sala del carroccio in Campidoglio ad un incontro pubblico organizzato da Sinistra per Roma con Paolo Maddalena e Paolo Berdini. ‘Nel 2012 l’edificio era integro – ha detto Clara La Fuente – le foto lo dimostrano. Poi si smontarono le vetrate e si favori’ il degrado attuale’. Un copione gia’ visto, velodromo dell’Eur docet, che non ricorda nulla di buono. In questo caso pero’ siamo in tempo ancora per rendere riutilizzabile un bene che, debitamente ristrutturato, puo’ diventare un’oasi di verde nella citta’. ‘Si pensi – ha aggiunto oggi Rutigliano – che nel 2008 fu proposto un progetto che prevedeva la costruzione di una cittadella dello sport a Tor di Valle. Poi, non si sa perche’, questa strada fu abbandonata’.

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