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ACEA: INDAGINI NOE SUI PRELIEVI NEL LAGO DI BRACCIANO

Acea: mentre il tribunale delle acque respinge il ricorso contro il provvedimento del Presidente Zingaretti, i carabinieri dei Noe indagano sulle captazioni eseguite dall’azienda comunale. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Roma hanno perquisito gli uffici di ACEA ATO 2 S.p.A. in piazzale Ostiense per sequestrare documentazione relativa alla captazione di acqua dal bacino lacustre. L’atto istruttorio è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha ricevuto diverse denunce in merito alla criticità ambientale che sta interessando il lago di Bracciano da parte di un parlamentare con i comitati di difesa del lago di Bracciano, e un’altra dai sindaci e vicesindaci dei comuni che affacciano sul bacino lacustre. Gli inquirenti hanno quindi delegato i militari indagini, disponendo la contestuale esecuzione di una perquisizione locale, previa notifica di avviso di garanzia per inquinamento ambientale, presso gli uffici di ACEA ATO 2 Spa.
La bufera che ha investito Acea sta scatenando numerose prese di posizione. Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, ha sottolineato l’esigenza di rendere nuovamente pubblica l’azienda evidenziando come l’inchiesta della Procura di Civitavecchia portera’ a capire come c’e dietro la vicenda del lago di Bracciano. “E’ giunto il momento di riprendere in considerazione la ri-pubblicizzazione completa di Acea in modo che il Comune possa decidere di intervenire in maniera strutturale la rete idrica per risolvere un problema che fa perdere più di 400 milioni di litri di acqua al giorno e costringe a emergenze come quella attuale – ha affermato Bonelli – Bene l’inchiesta della Procura. Speriamo ci faccia capire cosa c’è dietro questa vicenda del Lago di Bracciano, in particolar modo se ACEA abbia preso più del dovuto di acqua e di chi sono le responsabilità del disastro dell’ecosistema di Bracciano e della crisi idrica a cui deve essere sottoposta gran parte della città di Roma, responsabilità che non possono essere solo imputate al tema climatico. E’ evidente che ove fossero accertate delle responsabilità umane, ci troveremo di fronte al reato di disastro ambientale previsto dalla legge 68/2005”. “Il fatto che Tribunale delle acque – conclude Bonelli – abbia respinto il ricorso dell’azienda di piazzale Ostiense è un fatto positivo perché conferma la giustezza dell’ordinanza del presidente Zingaretti tesa a salvaguardare il lago di Bracciano.”

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