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RECUPERATE DA CC OPERE D’ARTE PER 7MLN: PORTA PORTESE LA PIAZZA PRINCIPALE DI SMERCIO

 

Recuperate oltre 100 opere per un valore di 7.000.000 euro, ricostruite le fasi di 24 furti avvenuti principalmente in istituti religiosi, smantellata una rete di ricettatori e predatori del patrimonio culturale del nostro Paese e internazionale, questo e’ il bilancio dell’operazione  START UP presentata stamane durante presso la sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale alla presenza del Procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, del Procuratore della Repubblica di Velletri, Francesco Prete e del Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), Generale di Brigata Fabrizio Parrulli. Tra i ritrovamenti effettuati vi è la splendida pala d’altare di fattura fiamminga, raffigurante “La stazione XII della via Crucis: Gesù muore in croce”, datata 1520 e rubata a Mons (Belgio), il 2 luglio 1980, in danno dell’Istituto religioso “Sainte Waudru” e una bellissima statua in marmo raffigurante “Madonna con bambino” risalente al 1500 provento di furto avvenuto nel 1997 presso la Chiesa “Santa marta” (arciconfraternita di San Vitale) di Napoli. La svolta nell’inchiesta e’ avvenuta grazie alla ricostruzione delle fasi di un furto avvenuto nella chiesa “San Michele”, ubicata nella piazza principale di Monteroduni, piccolo centro della provincia di Isernia. La complessa attività investigativa, tuttora in corso, ha permesso di tracciare il percorso delle opere rubate, smerciate nei mercatini rionali in provincia di Roma e, soprattutto, in quello capitolino di Porta Portese.
Nel corso dell’attività investigativa si è appurata l’esistenza di un’organizzazione criminale, fulcro di un crocevia internazionale di ricettazione di opere d’arte rubate, con base logistica nella provincia di Napoli, capace di collocare i beni illeciti provenienti dall’intero territorio nazionale ed estero.
La precisa ricostruzione di ogni elemento ha permesso di accertare la sistematica e abituale condotta di illustri personaggi che, consci della provenienza delittuosa delle opere, non esitavano a finanziare le casse della criminalità, richiedendo il reperimento del bene desiderato, per ornare le proprie abitazioni.
In tale contesto, terminali di ricezione sono stati individuati nella citta’ di Ciampino, dove si sono concentrati sequestri di opere di particolare pregio, tra cui la pala d’altare, e nella quale e’ stato possibile catalogare un rilevante numero di oggetti di valore artistico sulla cui provenienza sono ancora in corso i relativi approfondimenti.
I soggetti allo stato indagati dalla Procura di Velletri non risultano avere precedenti penali ed uno di loro in particolare vanta una tradizione, familiare, di raccolta di opere d’arte di natura storico-religiosa. Secondo quanto accertato sino ad ora, le opere venivano direttamente consegnate a domicilio dopo una negoziazione avvenuta a distanza ovvero tramite intermediari. Sono in corso di ricostruzione i flussi finanziari collegati alle relative transazioni.

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