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MINNITI IN COMMISSIONE PERIFERIE: SICUREZZA, CONTRASTO ALL’ILLEGALITA’ E INTEGRAZIONE. I NUMERI E LE STRATEGIE DELLA POLITICA SERIA.

Minniti in commissione periferie: lungo bilancio dei traguardi raggiunti con il decreto sulla sicurezza urbana. Il Ministro dell’Interno ha illustrato oggi i risultati dell’operazione ‘Periferie sicure e ‘Citta’ sicure’ fornendo inoltre alcune notizie sullo stato della direttiva sulle occupazioni abusive, sul contrasto ai roghi tossici e sul patto per l’Islam. Per le prossime iniziative, il Ministro ha sottolineato l’esigenza di sostenere le operazioni poste in essere sul contrasto alla criminalita’, che ha dato ottimi frutti con significative diminuzioni, e sugli incendi che, laddove attuate, hanno portato a molti arresti. “Il tema della sicurezza delle periferie è una priorità per il Viminale e su questo stiamo già operando – ha detto Minniti – abbiamo predisposto l’operazione ‘Periferie sicure’ che ha riguardato numerose città in Italia. Sono state utilizzate 12 mila unità di polizia e sono state controllate 55 mila persone: 327 sono state arrestate mentre sono state applicate 123 misure di prevenzione. Sempre nell’ambito del piano sono stati effettuati controlli su 10 mila veicoli, di cui 57 poi sequestrati. Inoltre sono stati sequestrati 700 chili di hascisc, 90 di marijuana, 9 di cocaina e 2 di eroina. accanto a questo si sono svolte le operazioni connesse con ‘Città sicure’ sono state utilizzate 3.600 unità di polizia e sono stati attivati 1300 posti di controllo: 13 mila persone identificate, di cui 50 arrestate per reati contro il patrimonio o legati agli stupefacenti. Inoltre – ha concluso – sono state controllate 56 mila auto e sono state sviluppate 138 denunce.’. Il Ministro si e’ poi concentrato sul tema ‘sicurezza e nuove tecnologie’.  ‘Abbiamo cercato di metter al centro il tema della sicurezza delle citta’. Abbiamo fatto operazione di carattere sperimentale a Napoli con la videosorveglianza e abbiamo intenzione di estendere queste sperimentazioni.  – ha evidenziato – Per le occupazioni abusive dei luoghi pubblici, nel mese di agosto abbiamo emanato una direttiva del ministero dell’interno che cerca di coordinare, anzi propone una linea di coordinamento tra il Ministero, l’attivita’ delle Regioni e quelle dei comuni.Una direttiva che tiene insieme il principio di legalita’ e di umanita’ e che propone la creazione di una cabina di regia tra il Ministero, le Regioni e l’ANCI per fare un censimento dei beni disponibili e quelli provenienti da confische. Le operazioni di sgombero saranno gestite dal comitato per la sicurezza. Viene sottolineato un punto. In caso di nuove occupazioni, si dovra’ intervenire tempestivamente d’intesa con i comuni. Con le premesse di prima, ovvero di legalita’ e umanita’. La seconda questione riguarda il tema dei roghi tossici. E’ una questione, un segnale a cui prestare massima attenzione. Riguarda Roma, Napoli e  Torino. In parte Milano. A Roma c’è un tavolo che coordina queste situazioni.Il dato che volevo mettere in evidenza e’ che e’ mia intenzione mettere in campo misure di carattere straordinario di controllo del territorio in cui ci sia cooperazione tra le forze di polizia nazionali, quelle locali, valutando realta’ per realta’ ma con tolleranza zero.  Si tratta di un tema che impatta sulla salute e sulla vita dei cittadini e spesso e’ anche un punto di arrivo per la catena criminale che va sconfitta. Su questo tema abbiamo gia’ allertato i prefetti per un coordinamento con le realta’ municipali delle tre citta’ individuate. La sicurezza, terzo punto, e’ anche capacita’ di integrazione. Mi e’ capitato che le politiche di accoglienza abbiano un limite oggettivo nella capacita’ di integrazione. se vediamo in Europa, coloro che hanno dato vita agli attentati sono figli dell’Europa. Ecco perche’ le politiche di integrazione non possono essere non messe nelle politiche di sicurezza. In questo ambito, voglio sottolineare tre questioni. La prima, abbiamo puntato sull’accoglienza diffusa che e’ equamente distribuita sul territorio e consente processi piu’ solidi di integrazione e di far rispettare di piu’ il diritto di chi e’ accolto e di chi sta accogliendo. In una democrazia bisogna pensare ad entrambi i diritti. In questo ambito abbiamo sviluppato una cooperazione con ANCI. Poi il  progressivo superamento dei grandi centri di accoglienza. Noi dobbiamo mettere in campo un progetto che insieme sia fermissimo nel contrastare l’illegalita’ e metta insieme l’inclusione. Un esempio sono Manfredonia, San Ferdinando e Castelvolturno. Nel decreto mezzogiorno abbiamo messo la norma che prevede l’istituzione di tre commissari per queste tre realta’. I commissari sono stati nominati da me. Per eliminare accampamenti illegali, contrastare il caporalato e garantire contemporaneamente una sistemazione dignitosa per coloro che devono lavorare. A San Ferdinando e’ gia’ operativa una nuova tendopoli sia per rispetto dei diritti umani sia per superamento del degrado. Mi sono dato l’obiettivo di lavorare congiuntamente con le regioni. Infine, l’ultima considerazione, e’ quello del patto per l’Islam, firmato nel marzo di quest’anno, firmato con la stragrande maggioranza delle associazioni islamiche. Un patto articolato in quattro punti. Il primo, le moschee sono luoghi pubblici ed aperti al pubblico costantemente, come per tutti i luoghi di carattere religioso. Secondo, per ogni moschea siano noti i nomi dell’Imam. Terzo, il sermone sia fatto in italiano. Quarto, se viene costruita una nuova moschea devono essere resi noti i finanziamenti, interni ed esteri. Voi comprendete che sono quattro punti importanti. Capite che non e’ frutto delle leggi dello Stato perche’ io non sono amante delle leggi applicate alle religioni perche’ spesso si ottengono risultati opposti al provvedimento che si emana. E’ il frutto di un patto che sta funzionando. Le comunita’ religiose stanno mandando i dati. Abbiamo predisposto un piano di formazione per gli imam italiani dentro le universita’ italiane. Io considero tutto questo – ha detto Minniti concludendo – un tassello fondamentale per le politiche di sicurezza del nostro Paese.’

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