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L’arte della muffa, da Burri a TTOZOI, la bellezza della ricomposizione – Sabrina Ragucci

 

 

Di materia viva. Di questa sostanza e’ composta l’arte. Un organismo che pulsa e muta, una sostanza organica che si scompone e si plasma a seconda delle reazioni dei suoi componenti. E’ questo l’esperimento che il duo artistico TTOZOI ha intenzione di realizzare in vari ambiti della penisola. Armati di farina, acqua e tele di juta, gli artisti usano la muffa, strizzando l’occhio ad Alberto Burri, per mostrare un percorso innovativo e seducente del futuro dell’arte. Nel corso di una importante conferenza stampa, sono state presentate le linee guida di un progetto itinerante che tocchera’ la Reggia di Caserta, l’anfiteatro del complesso archeologico di Pompei ed il Colosseo  nella capitale. GENIUS LOCI, sviluppato con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo MiBACT è stato presentato ufficialmente con lettera del Sottosegretario del MiBACT Dorina Bianchi, alla presenza dell’Arch. Francesca Condò della Direzione Generale Musei del MiBACT e della Dott.ssa Mirella Serlorenzi, Direttrice di Palazzo Massimo. GENIUS LOCI, ideato da Stefano Forgione e Giuseppe Rossi, sotto la cura di Gianluca Marziani, nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. ‘La muffa diventa puro codice linguistico, un applicativo biologico che conduce la pittura al punto limite delle sue possibili mutazioni – ha sottolineato Gianluca Marziani – La grammatica dei TTOZOI rigenera i modelli archetipici di Calzolari e Penone, riportando l’orbita iconografica nei perimetri evolutivi del quadro. L’azione naturale non si disperde ma avviene su superfici circoscritte, sotto il controllo dello spazio d’azione. Un evento tra casualità e controllo che radicalizza il legame tra Arte e Natura, rendendo la biologia un fenomeno elaborativo e partecipativo. Una dialettica viva che porta il fattore creativo nel cuore pulsante del ciclo naturale. ‘ Gli artisti creeranno le opere in situ, implementando diverse installazioni costituite da teche sigillate all’interno delle quali le tele dimoreranno per circa 40 giorni: il Tempo e la Natura faranno il resto. ‘Durante la gestazione è la tela che cattura l’humus – ha evidenziato Marziani – l’anima di ogni luogo, andando oltre il visibile, permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il “condizionamento emotivo” e il “condizionamento ambientale”, in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti. Il processo informale, realizzato a quattro mani, prevede l’utilizzo di materie organiche (farine varie), acqua e pigmenti naturali su tele di juta, poi riposte in particolari teche che favoriranno la naturale proliferazione di muffe, con manifestazioni sempre diverse; nutrendosi della sola parte organica, le spore interagiranno con l’opera secondo uno schema ignoto ed apparentemente caotico. In realtà TTOZOI monitorerà la progressione del processo, fin quando deciderà di interromperlo, secondo una declinazione di “salvataggio dall’estetica in purezza”. Solo a questo punto le tele verranno pittoricamente rifinite ed ultimate, lasciando visibili le tracce del passaggio della natura.’ Il catalogo, con le immagini del progress lavorativo e delle opere finite, sarà strumento e memoria dell’intero progetto.

 

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