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Dachan: quando l’arte illumina lo spirito

 

 

Buddismo e pittura, natura e calligrafia, percepiti sul fluire incessante della natura, questi gli elementi che legano con un filo rosso il percorso disegnato dal monaco Dachan con illustrazioni e calligrafie, in esposizione prima presso l’accademia di belle arti di Roma e ora a Venezia. Un ponte tra culture realizzato grazie alla collaborazione dell’Accademia di Belle arti di Roma e ai curatori della mostra, Astrid Darguet e Paolo de Grandis. ‘Questo e un tentativo di costruire un ponte artistico culturale tra oriente e occidente – ha sottolineato la direttrice dell’accademia – Abbiamo moltissimi studenti cinesi che arrivano in Italia con l’idea di stare in un museo a cielo aperto. Ho apprezzato moltissimo le opere di questo artista perché ci sono le tecniche contemporanee e le tecniche antiche della calligrafia e dell’inchiostro, tecniche che aprono ad una cultura compositiva diversa.’ Il monaco Dachan proviene da uno dei luoghi sacri della Cina e la sua arte stabilisce una connessione tra Oriente e Occidente sul solco della filosofia e dell’apertura delle menti. ‘Tengo a dire che dal 2015 il mondo si trova in un altro momento storico – ha detto Dachanalla presentazione della tappa romana della mostra – tante cose sono passato e tante possono essere futuro. La ragione per la quale abbiamo creato questa mostra e dirottare la felicità della condivisione della nuova arte di una nuova epoca. Ad oggi l’arte deve trasmettere la forza del vivere la vita.’ Fiori delicati e colorati, steli al vento, tramonti e cieli liberi, questi sono i motivi della pittura di Dachan che aprono il cuore, per usare i termini da lui indicati, per dare felicità. ‘L’arte del monaco Dachan e fruibile da tutti e si rivolge proprio alle anime di tutti – ha detto Astrid Darguet, curatrice della mostra romana – la metamorfosi del mondo espressa dalla pittura del monaco e la metamorfosi del mondo nell’arte.’ ‘Credo che questa mostra sia un’occasione per uscire dai nostri schemi e dalle nostre gabbie mentali’, ha chiosato Paolo de Grandis, curatore della mostra a Venezia, che ha visto il battesimo sabato scorso e che accogliera’ il pubblico fino al 22 novembre prossimo.

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