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La poesia manderà in pensione Fortnite?

Ventotto milioni di americani adulti hanno letto poesie quest’anno, rappresentando la piu’ alta percentuale di lettori degli ultimi quindici anni. I dati sono frutto di un sondaggio sulla partecipazione al mondo dell’arte condotto dal ‘National Endowment for the Arts’ (NEA) e dal U.S. Census Bureau e pubblicato nel 2018 col titolo ‘U.S. Trends in Arts Attendance and Literary Reading: 2002-2017 A First Look at Results from the 2017 Survey of Public Participation in the Arts September 2018’. A rendere particolare questo dato e’ il forte balzo prodotto dai lettori di poesia, rappresentati in particolare alcune categorie di età e appartenenti ad alcune comunità. Si segnala infatti una rinnovata propensione alla lettura della parola bella nelle comunità asiatiche-americane ed afro-americane. Il dato che stupisce piu’ di ogni altro e’ comunque relativo ai lettori di poesia di età compresa tra i 18 e i 24 anni che sono piu’ che raddoppiati. Un trend che stupisce, a fronte soprattutto della drammatica invasione dei videogiochi e delle numerose applicazioni che sembrano distogliere tutti, non solo i piu’ giovani, dalla riflessione. Eppure, in questi tempi in cui i passatempi digitali sembrano soppiantare la lettura, ecco che ai lettori  ‘ritrovati’ si affiancano anche i poeti. E’ di oggi un articolo molto interessante firmato dalla giovane poetessa free-lance Bridget Minamore sull’edizione web del  ‘The Guardian’ che riporta questo dato. Un elemento che segue le statistiche selezionate dal Nielsen Book Scan, organismo che monitora le vendite, che hanno segnalato come la poesia abbia raggiunto vendite record e che due acquirenti su tre siano giovani fino ai 34 anni di età anche nel Regno Unito. Giovani poeti hanno raggiunto utenze record sui propri profili. Rupi Kaur, una poetessa canadese di 26 anni, ha raggiunto i 3 milioni e mezzo di followers su Instagram e guida la classifica delle vendite. un fenomeno editoriale che ha resistito piu’ di un anno tra i best-sellers del New York Times. Siamo nel secolo della tecnologia e della poesia. Attendiamo che questa magnifica onda lunga contagi anche il nostro paese. Nell’attesa, comunque, lunga vita alla creatività e alla libertà mentale ritrovata utilizzando al meglio i nuovi media!

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